Per garantire un livello di sicurezza adeguato durante l’intero ciclo di vita di una scaffalatura, il quadro normativo elaborato in attuazione del D.Lgs. 81/08 si basa principalmente su due norme tecniche: la UNI 11636, che fornisce la metodologia per definire lo stato funzionale di una scaffalatura e per condurne la validazione d’uso e la UNI EN 15635, che disciplina utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio.
La versione attualmente in vigore della UNI 11636, pubblicata nell’aprile 2023, sostituisce la precedente UNI 11636:2017. Si applica a tutte le tipologie di scaffalature in acciaio impiegate in qualsiasi area di stoccaggio, centri di distribuzione, magazzini industriali o commerciali, in zone aperte o non aperte al pubblico.
La norma si rivolge principalmente agli utilizzatori finali, ma interessa anche produttori, progettisti, redattori di specifiche, consulenti, installatori, distributori e rivenditori di scaffalature e impianti di immagazzinamento.
L’impiego delle attrezzature di stoccaggio richiede una validazione d’uso finalizzata ad attestare che la scaffalatura sia idonea alle condizioni di esercizio previste, sotto il profilo strutturale, installativo e documentale.
Una scaffalatura attraversa diversi stati d’uso nel corso della propria vita utile, e ogni cambiamento di stato può comportare la necessità di una nuova validazione, totale o parziale. Gli stati previsti dalla norma sono:
La distinzione tra sostituzione con componenti dello stesso tipo e sostituzione con componenti di tipo diverso ha una conseguenza pratica: nel primo caso non è richiesta una nuova validazione statica, nel secondo sì, perché cambiano le caratteristiche strutturali dell’elemento inserito nella scaffalatura.
La UNI 11636 distingue una validazione globale, la validazione d’uso, da tre validazioni parziali che ne costituiscono i presupposti.
Verifica la capacità portante della scaffalatura nella configurazione corrente, in conformità allo stato dell’arte e ai metodi di calcolo in essere al momento della validazione. Riguarda la scaffalatura utilizzata correttamente secondo le specifiche d’uso, in assenza di danni dovuti alla gestione quotidiana del magazzino, e non fa riferimento alla configurazione iniziale se questa è stata modificata, né allo stato dell’arte in vigore al momento della prima installazione. È rilasciata dal fornitore della scaffalatura o da un esperto validatore.
Stabilisce che la scaffalatura, nello stato in cui si trova, è stata installata conformemente alle specifiche di progetto, alle istruzioni di montaggio del fornitore e alle disposizioni per l’uso sicuro. Si formalizza in un documento di corretta installazione rilasciato da un esperto validatore; in sua assenza, va ottenuto tramite un rapporto di ispezione che non evidenzi situazioni di rischio o danni gravi alla struttura.
Verifica l’esistenza e la coerenza di tutta la documentazione richiesta per l’uso sicuro della scaffalatura:
È condotta da un esperto validatore.
È il processo che stabilisce l’utilizzo sicuro della scaffalatura nel suo complesso. Non coincide solamente con la somma delle tre validazioni parziali: richiede anche il controllo diretto degli elementi strutturali e degli accessori tramite ispezione tecnica, oltre alla verifica che sussistano le condizioni operative di uso sicuro previste dalle UNI EN 15512, 15620, 15629 e 15635. Viene rilasciata dal fornitore della scaffalatura o da un esperto validatore.
Scaffalatura nuova, responsabilità del fornitore. Al momento della consegna e prima della messa in esercizio, il fornitore deve rilasciare all’acquirente l’attestazione della validazione d’uso, composta da tre documenti: validazione statica, validazione di montaggio e validazione documentale. Se l’installazione è completata dall’utilizzatore o da un subappaltatore anziché dal fornitore, deve comunque seguire le istruzioni del fornitore, e la validazione della corretta esecuzione dell’opera è rilasciata da chi ha eseguito l’installazione.
Scaffalatura usata, responsabilità del fornitore o dell’esperto validatore. Nel caso di una scaffalatura riutilizzata, il fornitore o un esperto validatore deve rilasciare l’attestazione della validazione d’uso, comprensiva del rapporto di ispezione tecnica condotta da un esperto validatore. Questa procedura si applica ogni volta che la scaffalatura viene riutilizzata, indipendentemente dalla durata del periodo di esercizio precedente.
Scaffalatura nuova o usata, responsabilità dell’utilizzatore. L’utilizzatore deve conservare e mantenere aggiornato l’intero fascicolo tecnico relativo alla validazione d’uso, sia per una nuova installazione sia per un’installazione con materiale usato. Il fascicolo comprende: il documento di validazione statica, quello di validazione di montaggio, quello di validazione documentale, il documento di validazione d’uso, l’ultimo rapporto di ispezione tecnica e i verbali degli interventi di ispezione e manutenzione. Gli adempimenti relativi alla sicurezza strutturale delle scaffalature nei confronti di lavoratori e persone che vi accedono si considerano assolti quando questa documentazione risulta verificata e validata da un esperto validatore, fermo restando che le condizioni di utilizzo e manutenzione devono restare coerenti nel tempo con quanto validato.
In conformità alla UNI EN 15635, l’attrezzatura di immagazzinaggio deve essere sottoposta a due tipologie distinte di controllo, oltre alle verifiche giornaliere svolte dagli operatori durante l’uso.
Ispezione a vista. È stabilita ed eseguita dal PRSES, secondo un programma e una frequenza prefissati. Deve avvenire con cadenza almeno settimanale, o secondo intervalli regolari definiti dal datore di lavoro sulla base della valutazione dei rischi del magazzino. Serve a verificare il mantenimento delle condizioni di sicurezza, la presenza e l’efficacia di segnaletica e dispositivi di protezione, e a individuare danni non segnalati durante l’attività giornaliera. Il PRSES deve mantenerne la registrazione.
Ispezione dell’esperto validatore. Valuta la sicurezza globale della scaffalatura e dell’ambiente circostante e deve svolgersi almeno ogni 12 mesi, mantenendo un registro delle ispezioni effettuate. La competenza dell’esperto validatore deve essere accertata dall’utilizzatore e adeguatamente documentata.
Il programma dell’ispezione prevede, tra le altre fasi:
L’ispezione deve sempre riguardare tutti i componenti e gli accessori della scaffalatura esistente procedendo sistematicamente dai livelli più bassi, dove il rischio di danni significativi è maggiore. Per condurla non è necessario rimuovere le unità di carico, salvo dubbi fondati dell’esperto validatore sullo stato di efficienza di una parte della struttura; in nessun caso è consentito arrampicarsi sulla scaffalatura per ispezionare i livelli superiori.
Gli errori nella gestione delle scaffalature non dipendono sempre da danni evidenti. Molto spesso derivano da modifiche effettuate senza le necessarie verifiche o da una gestione incompleta della documentazione. Ecco alcuni degli errori più frequenti.
Confondere la validazione d’uso con l’ispezione tecnica annuale.
L’ispezione periodica prevista dalla UNI EN 15635 serve a verificare lo stato di conservazione della scaffalatura e a individuare eventuali danni o situazioni di rischio. La validazione d’uso, invece, è un processo più ampio che comprende verifiche strutturali, documentali e installative, oltre all’ispezione tecnica della scaffalatura, e attesta l’idoneità della struttura alle condizioni di esercizio.
Modificare la configurazione senza verificarne gli effetti.
L’aggiunta di livelli di carico, la variazione delle portate o lo spostamento della scaffalatura possono richiedere una nuova validazione, totale o parziale. Intervenire senza una verifica preventiva può compromettere le condizioni di sicurezza previste dal progetto.
Sostituire componenti con elementi non equivalenti.
Quando un montante, un corrente o un altro componente danneggiato viene sostituito con un elemento diverso da quello previsto dal costruttore, le caratteristiche strutturali della scaffalatura possono cambiare. La UNI 11636 distingue questa situazione dalla sostituzione con un componente dello stesso tipo e richiede, di conseguenza, una nuova validazione statica.
Trascurare la documentazione tecnica.
Relazione di calcolo, disegni, targhe di portata, manuali, dichiarazione di montaggio e registro delle ispezioni costituiscono il fascicolo tecnico della scaffalatura. Una documentazione incompleta o non aggiornata può rendere difficile dimostrare la conformità dell’impianto e la corretta gestione della sicurezza.
Rinviare gli interventi sui danni rilevati.
L’individuazione di un danno durante un’ispezione deve essere seguita da una valutazione del rischio e, quando necessario, dagli interventi correttivi previsti. Continuare a utilizzare una scaffalatura danneggiata senza adottare le misure richieste aumenta il rischio di cedimenti e può esporre l’azienda a responsabilità in caso di incidente.
La validazione d’uso delle scaffalature è un processo articolato che coinvolge aspetti strutturali, documentali e organizzativi. In caso di incidente, la mancanza o l’incompletezza della documentazione tecnica può avere conseguenze rilevanti per la sicurezza, per le responsabilità e per la copertura assicurativa dell’azienda.
Di Massa supporta le aziende nella gestione della validazione d’uso delle scaffalature, affiancandole nella verifica tecnica e documentale richiesta dalle normative vigenti.
Se hai modificato la configurazione delle scaffalature, hai dubbi sulla documentazione tecnica o non sai se sia necessaria una nuova validazione d’uso, possiamo aiutarti a verificare la conformità del tuo impianto.
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