Aggiornamento INAIL 2026 sulle scaffalature porta pallet, approfondimenti tematici

6 Luglio 2026
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Gli approfondimenti tematici di INAIL e ANIMA-AISEM sulle scaffalature porta pallet

A giugno 2026 INAIL ha pubblicato il documento “Scaffalature porta pallet – Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici“, un nuovo riferimento tecnico nato dalla collaborazione con ANIMA-AISEM. Si tratta di un importante approfondimento operativo che chiarisce molti dubbi emersi negli ultimi anni tra aziende, RSPP, progettisti, manutentori e responsabili di magazzino.

Il nuovo documento raccoglie le problematiche più frequenti riscontrate sul campo e le affronta attraverso un approccio basato su domande e risposte. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni a gestire in modo più efficace la sicurezza delle scaffalature industriali durante tutto il loro ciclo di vita: dalla progettazione all’utilizzo quotidiano, fino alle ispezioni, alle manutenzioni e alla gestione documentale.

Dalla guida tecnica agli approfondimenti applicativi

La guida tecnica INAIL rilasciata nel 2024 rappresenta un riferimento completo per la scelta, l’uso e la manutenzione delle scaffalature porta pallet. Il documento del 2026 compie un passo ulteriore: non spiega soltanto cosa fare, ma chiarisce chi deve farlo, quando deve essere fatto e come dare prova di tracciabilità delle azioni intraprese.

La nuova pubblicazione è organizzata in nove aree tematiche:

  • Legislazione, normativa e marcatura
  • Figure professionali
  • Valutazione dei rischi
  • Sismica
  • Montaggio, smontaggio e riconfigurazione
  • Informazione, formazione e addestramento
  • Impiego e utilizzo
  • Ispezione e manutenzione
  • Documentazione

Marcatura CE e norme tecniche per le scaffalature porta pallet statiche

Tra gli approfondimenti più interessanti introdotti da INAIL nel 2026 troviamo alcuni chiarimenti sul quadro normativo che disciplina le scaffalature porta pallet.

Le scaffalature porta pallet statiche non sono soggette a marcatura CE, salvo casi specifici previsti dalla normativa, ovvero, quando sono parte integrante di un magazzino automatico, in questo caso la marcatura CE riguarda l’insieme scaffalature-macchine, e quando sostengono la copertura o le pareti esterne di un magazzino.

INAIL richiama inoltre il ruolo delle norme tecniche UNI e UNI EN, che pur non avendo carattere cogente, ad oggi in assenza di una specifica direttiva comunitaria di prodotto sulle scaffalature, rappresentano il principale riferimento per la progettazione, l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione delle scaffalature industriali. L’applicazione di tali norme costituisce infatti un elemento fondamentale per dimostrare l’adozione dello stato dell’arte e consente alle aziende di dimostrare la presunzione di sicurezza.

L’aggiornamento 2026 contribuisce quindi a chiarire l’importanza delle norme tecniche di settore nonostante non siano obblighi di legge.

Il ruolo centrale del PRSES per la sicurezza delle scaffalature

Molta attenzione viene anche dedicata al ruolo del PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety), la figura introdotta dalla UNI EN 15635 per coordinare la gestione in sicurezza delle attrezzature di immagazzinaggio.

L’aggiornamento chiarisce che il PRSES è il punto di riferimento per tutte le attività che riguardano la sicurezza delle scaffalature durante il loro intero ciclo di vita. Il suo ruolo è quello di coordinare le verifiche, monitorare lo stato degli impianti, gestire le segnalazioni di danno e assicurare che eventuali interventi di manutenzione o modifica vengano eseguiti secondo procedure corrette.

INAIL sottolinea inoltre che il PRSES deve possedere competenze tecniche adeguate alla complessità del magazzino e conoscere le caratteristiche delle scaffalature installate, le attività inerenti e i rischi associati alla movimentazione delle merci. Tra le sue responsabilità rientrano anche l’individuazione dei fornitori delle scaffalature, il coordinamento con manutentori e tecnici specializzati, la verifica dell’applicazione delle procedure operative e il mantenimento della documentazione relativa ai controlli effettuati.

Le aziende con più sedi operative o con attività organizzate su diversi turni di lavoro richiedono un’attenzione particolare. In questi casi, il documento evidenzia la necessità di garantire una gestione efficace della sicurezza in ogni sito e durante tutti i periodi di operatività, individuando uno o più PRSES in funzione dell’organizzazione aziendale e assicurando un adeguato passaggio di informazioni tra le figure coinvolte.

Sul fronte della formazione, la norma non prevede una certificazione obbligatoria per ricoprire il ruolo di PRSES, ma richiede che la persona designata possieda competenze tecniche, esperienza e conoscenze adeguate alle responsabilità affidate. Per questo motivo è fondamentale che il datore di lavoro individui e formi una figura realmente in grado di valutare le criticità del magazzino e di coordinare le attività necessarie a mantenere le scaffalature in condizioni di sicurezza.

Più attenzione alla gestione delle modifiche alle scaffalature

L’aggiornamento INAIL tratta anche la riconfigurazione delle scaffalature, ovvero il passaggio da una configurazione a un’altra a causa di mutate esigenze operative. Nel concreto, si tratta, ad esempio, di modifiche ai livelli di carico.

Ogni modifica deve essere valutata e autorizzata prima della sua realizzazione. La nuova configurazione dovrà quindi essere approvata dal fornitore originario oppure da un tecnico competente che se ne assuma la responsabilità. La ragione è la pericolosità di questa operazione, che può alterare significativamente le prestazioni della struttura, sia in termini di portata che di sicurezza operativa.

Tecnico competente ed esperto validatore

La normativa UNI EN 15635 richiede di sottoporre le scaffalature a controlli periodici e di effettuare un’ispezione tecnica almeno ogni 12 mesi da un tecnico competente. Il nuovo documento INAIL inquadra finalmente questa figura professionale.

La norma prevede infatti l’intervento di un tecnico competente, ma non ne definisce in modo dettagliato i requisiti. Per colmare questa lacuna, viene richiamata la UNI 11636, precisando che le competenze richieste si riconducono alla figura dell’esperto validatore.

Questo significa che il professionista incaricato deve possedere conoscenze tecniche tali da poter valutare, oltre l’eventuale presenza di danni o anomalie, anche la conformità complessiva della scaffalatura, le modifiche intervenute nel tempo e la correttezza della documentazione e delle registrazioni di controllo.

L’aggiornamento chiarisce inoltre che il tecnico deve essere in grado di redigere un resoconto scritto delle verifiche effettuate, riportando osservazioni, criticità riscontrate ed eventuali interventi necessari.

Si tratta di un chiarimento rilevante, perché aiuta le aziende a definire in modo più preciso chi possa essere considerato realmente qualificato per affiancare il PRSES nelle verifiche annuali delle scaffalature.

Oltre il patentino, la formazione specifica per il magazzino

La formazione degli addetti ai mezzi di movimentazione che operano nelle aree di stoccaggio è un altro tema affrontato nel dettaglio.

Il possesso dell’abilitazione alla conduzione dei carrelli elevatori costituisce un requisito necessario, ma non garantisce automaticamente la capacità di lavorare in sicurezza all’interno di uno specifico magazzino. Ogni impianto presenta infatti caratteristiche operative, procedure e configurazioni che richiedono una formazione aggiuntiva rispetto a quella prevista per l’utilizzo dell’attrezzatura.

Gli operatori dovrebbero quindi ricevere un adeguato addestramento sulle modalità di movimentazione adottate dall’azienda, sulle procedure di carico e scarico, sui limiti di utilizzo delle scaffalature e sulle corrette modalità di segnalazione di urti, danni o situazioni potenzialmente pericolose.

Particolare attenzione deve essere posta anche alla conoscenza delle portate, delle configurazioni autorizzate e delle regole di circolazione all’interno delle corsie di lavoro, aspetti che incidono direttamente sulla sicurezza delle scaffalature e degli operatori.

La sicurezza, quindi, dipende anche dalla capacità dell’azienda di trasferire agli addetti le procedure operative specifiche del proprio magazzino e di verificare che vengano applicate correttamente nelle attività quotidiane.

Sicurezza sismica delle scaffalature, attenzione anche agli impianti esistenti

Tra gli elementi a cui viene data maggior rilevanza nel documento vi è il tema della sicurezza sismica delle scaffalature porta pallet, un aspetto che riguarda sia le nuove installazioni sia i magazzini già operativi.

La progettazione antisismica deve tenere conto delle caratteristiche del sito di installazione, delle prestazioni richieste alla struttura e delle condizioni di utilizzo previste. Tuttavia, la conformità iniziale non garantisce automaticamente il mantenimento dei requisiti di sicurezza nel tempo.

Molte scaffalature esistenti possono aver subito nel tempo ampliamenti, riconfigurazioni, incrementi delle altezze, variazioni delle portate o sostituzioni di componenti, modificando così le condizioni previste nel progetto originario. In altri casi, soprattutto per impianti installati da molti anni, la documentazione tecnica potrebbe essere incompleta o non più disponibile.

Per questo motivo INAIL sottolinea l’importanza di verificare la presenza dei documenti di progetto, delle relazioni di calcolo e delle informazioni relative alle azioni sismiche considerate. Quando tali elementi non sono disponibili o quando l’impianto ha subito modifiche nel tempo diventa necessaria una nuova validazione d’uso della scaffalatura per comprovarne l’idoneità rispetto alle condizioni di esercizio attuali.

La sicurezza sismica non dipende esclusivamente dalla struttura metallica, ma anche dalla corretta installazione, dall’efficienza degli ancoraggi, dalla configurazione effettivamente utilizzata e dal rispetto delle portate previste dal progetto.

Per le aziende, questo significa non considerare la verifica della risposta sismica un’attività limitata alla fase di acquisto della scaffalatura, ma un elemento da riesaminare periodicamente durante l’intero ciclo di vita dell’impianto, soprattutto in presenza di modifiche strutturali, cambiamenti operativi o carenze documentali.

Documentazione e tracciabilità, il vero filo conduttore dell’aggiornamento 2026

Documentazione e tracciabilità delle attività svolte sulle scaffalature sono il filo conduttore di tutti gli approfondimenti pubblicati da INAIL nel 2026.

Per ispezioni periodiche, manutenzione, formazione degli operatori e riconfigurazioni dell’impianto, il documento richiama costantemente l’importanza di conservare e aggiornare tutte le informazioni necessarie a ricostruire la storia tecnica della scaffalatura e a dimostrarne la corretta gestione nel tempo.

Tra i documenti che assumono particolare rilevanza rientrano il manuale d’uso e manutenzione, i cartelli di portata, i verbali delle verifiche, i registri delle ispezioni e dei danni, la documentazione relativa agli interventi di manutenzione, le autorizzazioni alle modifiche e le evidenze della formazione e dell’addestramento del personale.

L’attenzione posta da INAIL su questi aspetti nasce da una criticità frequentemente riscontrata nei magazzini: la difficoltà di reperire informazioni complete e aggiornate sulle scaffalature installate, soprattutto quando l’impianto ha subito modifiche nel corso degli anni o quando sono cambiati nel tempo i referenti aziendali coinvolti nella loro gestione.

La documentazione non deve quindi essere considerata un semplice adempimento amministrativo. Rappresenta piuttosto uno strumento essenziale per garantire la continuità della gestione in sicurezza, supportare le attività di controllo e consentire valutazioni tecniche corrette in caso di modifiche, verifiche ispettive o eventi accidentali.

Il principio ribadito da INAIL è netto: non basta eseguire controlli, manutenzioni o attività formative, occorre poter dimostrare quando sono stati effettuati, da chi, con quali risultati e quali eventuali azioni correttive ne sono derivate.

Un’occasione per verificare lo stato del proprio magazzino

L’aggiornamento INAIL 2026 non introduce nuovi obblighi legislativi, ma fornisce chiarimenti estremamente importanti su come applicare correttamente le norme tecniche e gestire la sicurezza delle scaffalature industriali.

La conformità non dipende esclusivamente dalla qualità della scaffalatura installata, ma dalla capacità dell’azienda di governarne nel tempo utilizzo, manutenzione, controlli, formazione e documentazione.

Per molte organizzazioni questo rappresenta un’opportunità per verificare lo stato reale del proprio magazzino, individuare eventuali criticità e costruire un sistema di gestione delle scaffalature più efficace, sicuro e documentato.

 

Fonte: INAIL – Scaffalature porta pallet. Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici, Collana Salute e Sicurezza, 2026. La presente pubblicazione è distribuita gratuitamente. Ne è vietata la vendita e la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo. È consentita esclusivamente la citazione con l’indicazione della fonte

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