Tutto quello che c’è da sapere sulla progettazione antisismica delle scaffalature portapallet

Il rischio sismico in Italia e la progettazione antisismica

In Italia, le scaffalature porta-pallet devono essere progettate considerando il rischio sismico: si tratta di un obbligo stabilito dalle normative tecniche di settore, valido su tutto il territorio nazionale. Poiché l’Italia intera è stata oggetto di classificazione sismica, la sicurezza di un polo logistico non può prescindere da una corretta valutazione del rischio.

All’interno di un magazzino, le scaffalature sono le strutture più vulnerabili in caso di terremoto. La loro geometria e l’altezza rendono anche un evento sismico moderato capace di generare oscillazioni significative. Questo può portare a possibili cadute di merce o alla perdita di stabilità dell’intera struttura. Per questo motivo, la progettazione antisismica rappresenta un investimento diretto sulla sicurezza del personale, sulla tutela dei beni stoccati e sulla continuità operativa.

Cos’è la progettazione antisismica delle scaffalature e perché fa la differenza?

A differenza della progettazione tradizionale, che considera prevalentemente carichi statici come il peso delle merci o la spinta laterale da movimentazioni, la progettazione antisismica tiene conto di carichi orizzontali intermittenti e imprevedibili. L’obiettivo è garantire che le scaffalature resistano elasticamente all’azione sismica prevista dal progetto, mantenendosi entro i limiti di deformazione ammissibili senza subire deformazioni permanenti o crolli.

La resistenza di una scaffalatura non dipende solo dalla robustezza dell’acciaio, ma da una combinazione di fattori ingegneristici:

  • In primo luogo, interviene la classificazione sismica del sito, che determina l’intensità delle accelerazioni attese in quella zona e costituisce la base di ogni progetto.
  • A questo si aggiunge l’interazione dinamica tra la scaffalatura e le unità di carico.
  • La distribuzione dei pesi, la tipologia di pallet, l’altezza di stoccaggio e il posizionamento delle merci influenzano in modo significativo la risposta della struttura.

Proprio per questi motivi, la progettazione antisismica non può essere standardizzata, ma deve essere sempre calibrata sul luogo specifico in cui è localizzato il magazzino e sul progetto operativo della scaffalatura.

Le normative di riferimento sulla progettazione antisismica: cosa dice la legge?

La sicurezza sismica è regolamentata da normative tecniche precise che definiscono criteri, metodi di calcolo e livelli di sicurezza da rispettare. I pilastri normativi sono:

  • UNI EN 16681: È la normativa europea specifica per la progettazione antisismica dei sistemi di scaffalature porta-pallet regolabili in acciaio.
  • NTC 2018 (Norme Tecniche per le Costruzioni): È il documento nazionale che stabilisce i criteri generali per la progettazione antisismica di tutte le opere strutturali. Si applica anche alle scaffalature industriali quando sono considerate parte integrante della struttura o rilevanti ai fini della sicurezza, come nel caso delle scaffalature autoportanti o di quelle che superano i 14 m di altezza.
  • Linee guida del CSLP (2023): Questo documento tecnico-procedurale integra le NTC e la UNI EN 16681, fornendo indicazioni pratiche per applicare i criteri di sicurezza. Coprono sia le nuove installazioni sia le valutazioni di vulnerabilità dell’esistente.

La valutazione antisismica in caso di scaffalature esistenti e usate

Cosa succede se il tuo magazzino è già operativo o se hai acquistato scaffalature di seconda mano? Il rischio legato all’acquisto di scaffalature usate è che potrebbero essere state progettate con criteri superati o non essere mai state verificate rispetto alle normative antisismiche in vigore. In questi casi, la conformità alle normative vigenti non può essere data per scontata.

Nel caso di scaffalature già esistenti, la normativa prevede che venga effettuata una valutazione da parte di un tecnico abilitato. Non sempre sono necessari costosi interventi strutturali:

  • Il primo passo è un’ispezione tecnica che verifica lo stato delle scaffalature, la presenza e la coerenza dei cartelli di portata e l’adeguamento alle prescrizioni delle normative antisismiche.
  • Durante l’ispezione viene verificata la presenza e la coerenza della documentazione inerente alla scaffalatura. In assenza di documentazione sarà necessario provvedere all’ottenimento della stessa.
  • Nel caso in cui la coerenza con le normative antisismiche non venisse confermata si procede all’analisi del tecnico abilitato che consisterà nell’esecuzione del calcolo sismico sulla base della configurazione attuale per determinare la capacità della struttura di resistere alle azioni sismiche previste per quella specifica zona di installazione.

In base ai risultati dei calcoli e dell’ispezione tecnica effettuati si aprono tre possibili scenari:

  1. La struttura risulta conforme ai requisiti antisismici, in questo caso l’ottenimento della documentazione relativa è sufficiente a dimostrare la conformità della scaffalatura interessata.
  2. La struttura risulta parzialmente conforme ai requisiti antisismici, in questo caso è necessario prevedere un piano di adeguamento composto da attività di rinforzo (aggiunta controventature, aggiunta tasselli di ancoraggio…). Una volta ultimati i rinforzi ed ottenuta la documentazione la scaffalatura sarà considerata a norma.
  3. La struttura risulta non conforme ai requisiti antisismici (anche in caso di interventi di rinforzo) rispetto alle unità di carico previste dal progetto, in questo caso sarà necessario procedere alla pianificazione della sostituzione delle scaffalature interessate. Nel frattempo bisognerà provvedere ad un declassamento della struttura, come previsto dalle linee guida del CSLP (2023). Il declassamento sarà necessario a dimostrare l’iniziativa dell’azienda a conformarsi alle normative antisismiche attraverso le pratiche di riduzione del rischio prescritte.

I rischi di una mancata prevenzione: sicurezza e responsabilità legali

Ignorare queste direttive espone l’azienda a diversi rischi. In caso di terremoto, una scaffalatura non progettata secondo i criteri antisismici può non garantire le prestazioni strutturali attese, aumentando il rischio di cedimenti o ribaltamenti.

Gli scenari più gravi riguardano la sicurezza sul lavoro: il crollo può provocare infortuni gravi o mortali per il personale. A ciò si sommano pesanti conseguenze legali per il datore di lavoro e i responsabili aziendali, che possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente ai sensi del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008).

Oltre all’impatto umano e legale, vanno considerati i danni economici: il fermo dell’attività, la perdita della merce e il potenziale aumento dei premi assicurativi possono mettere in grave difficoltà qualsiasi azienda. Sebbene la progettazione antisismica non possa garantire l’assoluta impossibilità di crollo di fronte a eventi eccezionali, una progettazione conforme offre all’azienda una fondamentale tutela normativa, assicurativa e legale.

Previeni i danni, affidati agli esperti

Affrontare la prevenzione sismica significa tutelare il proprio team e i propri beni. Sia che tu debba acquistare delle nuove scaffalature, sia che tu abbia bisogno di verificare la conformità delle tue strutture esistenti, è essenziale affidarsi a un partner esperto.

Di Massa Srl progetta nuove scaffalature seguendo le più recenti normative antisismiche e fornisce un servizio di validazione d’uso e verifica sismica per le strutture già esistenti. Verifica, inoltre, l’idoneità degli impianti rispetto ai requisiti previsti dalle norme tecniche.

Contattaci oggi stesso per una valutazione specialistica del tuo magazzino e metti al sicuro la tua attività.

FAQ – Progettazione antisismica delle scaffalature

1.    Perché la progettazione antisismica delle scaffalature è rilevante dal punto di vista legale?

L’art. 71 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di garantire che le attrezzature di lavoro siano idonee e sicure per l’uso previsto. Le norme tecniche di settore, UNI EN 16681, NTC 2018 e Linee guida CSLLPP 2023, definiscono i criteri con cui questa idoneità viene dimostrata in zona sismica. Il rispetto di questi standard costituisce la principale tutela legale e assicurativa per l’azienda.

2.    Cosa succede se non è possibile dimostrare la conformità delle scaffalature esistenti alle normative antisismiche vigenti?

Sarà necessario procedere all’analisi di un tecnico abilitato che eseguirà il calcolo sismico basato sulla configurazione attuale e sul sito di installazione della struttura. In base ai risultati dei calcoli e dell’ispezione tecnica effettuata si valuterà se la struttura è già conforme alle normative, se sarà necessario un adeguamento (rinforzo) o se bisognerà applicare un declassamento in vista della sostituzione delle scaffalature interessate.

3.    Le scaffalature usate o di seconda mano possono essere utilizzate in sicurezza?

Possono esserlo, ma la conformità non può essere data per scontata. Scaffalature acquistate sul mercato dell’usato potrebbero essere state progettate con criteri superati o per siti con diversa classificazione sismica. Prima della messa in servizio è necessaria l’analisi di un tecnico abilitato.

4.    Quali sono le responsabilità del datore di lavoro in caso di crollo di scaffalature durante un terremoto?

Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza strutturale degli impianti ai sensi del D.Lgs. 81/2008. In caso di infortuni causati da scaffalature non conformi, possono emergere responsabilità sia civili sia penali. La progettazione antisismica e la validazione d’uso aggiornata rappresentano, per il datore di lavoro, la principale forma di tutela sia sul piano della responsabilità penale che su quello assicurativo.

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