Normativa UNI EN 15635, utilizzo e sicurezza delle scaffalature industriali

Cosa sapere sulla UNI EN 15635 per la sicurezza delle scaffalature

Quando si parla di UNI EN 15635, una delle domande più frequenti riguarda la sua obbligatorietà. Molti operatori del settore ritengono che si tratti di una norma cogente, mentre altri la considerano una semplice raccomandazione priva di conseguenze pratiche. La realtà è più articolata e merita un approfondimento.

La UNI EN 15635 è la norma tecnica di riferimento per l’utilizzo e la manutenzione dei sistemi di stoccaggio in acciaio statici. Il suo obiettivo è fornire criteri organizzativi e tecnici per mantenere le scaffalature industriali in condizioni di sicurezza durante tutto il loro ciclo di vita.

Pur non avendo valore di legge, questa norma viene adottata dalle aziende perché raccoglie le migliori pratiche sviluppate a livello europeo per la gestione delle scaffalature. Le sue indicazioni aiutano a definire responsabilità, modalità di controllo, criteri di valutazione dei danni e procedure di intervento, contribuendo a ridurre il rischio di incidenti e a mantenere efficiente il magazzino.

Cos’è la UNI EN 15635

La UNI EN 15635 è una norma tecnica europea recepita anche in Italia che disciplina gli aspetti legati all’utilizzo e alla manutenzione delle scaffalature industriali.

Il documento nasce con l’obiettivo di fornire un metodo condiviso per gestire la sicurezza delle scaffalature dopo la loro installazione. La progettazione, infatti, rappresenta soltanto una fase del ciclo di vita di un impianto di stoccaggio. Una volta entrata in esercizio, la scaffalatura è soggetta a urti accidentali, modifiche del layout, variazioni delle unità di carico, interventi di manutenzione e cambiamenti nelle modalità operative del magazzino. Tutti questi fattori possono influenzarne le condizioni di sicurezza.

Per questo motivo la UNI EN 15635 definisce una serie di indicazioni dedicate alla gestione operativa delle scaffalature, introducendo procedure di controllo periodico, criteri per la classificazione dei danni e responsabilità organizzative che consentono di monitorare nel tempo lo stato delle attrezzature di stoccaggio.

La sicurezza delle scaffalature non viene considerata un’attività occasionale, ma un processo continuo che accompagna l’intera vita utile dell’impianto.

Per raggiungere questo obiettivo, la norma dedica ampio spazio all’organizzazione interna del magazzino. Vengono descritte le figure coinvolte nella gestione della sicurezza, le modalità con cui effettuare i controlli visivi e le ispezioni periodiche, oltre ai criteri da adottare quando vengono rilevati danni o anomalie.

Questo approccio consente alle aziende di intervenire in modo programmato, evitando che piccoli danneggiamenti si trasformino nel tempo in situazioni potenzialmente pericolose.

A chi si applica la UNI EN 15635

La UNI EN 15635 si rivolge a tutte le organizzazioni che utilizzano sistemi di stoccaggio statici in acciaio, indipendentemente dalle dimensioni del magazzino o dal settore di appartenenza.

La norma si concentra sulla fase di esercizio dell’impianto. Non fornisce indicazioni sulla progettazione strutturale della scaffalatura, già disciplinata da altre norme tecniche della stessa famiglia, ma descrive come organizzare le attività di controllo, manutenzione e monitoraggio dopo la messa in servizio.

La UNI EN 15635 è stata sviluppata per sistemi di stoccaggio impiegati in contesti industriali e logistici, dove le sollecitazioni derivanti dalla movimentazione con carrelli elevatori, transpallet o altri mezzi richiedono procedure di controllo specifiche.

La UNI EN 15635 è obbligatoria?

La risposta breve è no: la UNI EN 15635 non è una norma cogente e non introduce, di per sé, obblighi giuridici. Si tratta di una norma tecnica volontaria, elaborata per definire uno standard condiviso nella gestione delle scaffalature industriali.

Questa affermazione va, però, precisata meglio. Definire la norma come “volontaria” non significa che possa essere ignorata senza alcuna valutazione tecnica.

Il D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di mettere a disposizione attrezzature sicure, mantenerle in efficienza e adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. La legge, però, non stabilisce nel dettaglio come organizzare i controlli sulle scaffalature industriali né quali procedure adottare per verificarne periodicamente lo stato.

In questo spazio si inserisce la UNI EN 15635, che viene spesso utilizzata come riferimento nelle valutazioni tecniche e rappresenta una buona prassi ampiamente diffusa nel settore.

In altre parole, gli obblighi derivano dalla legislazione sulla sicurezza sul lavoro, mentre la UNI EN 15635 offre uno dei principali strumenti tecnici per soddisfarli in relazione alle scaffalature industriali.

Questa distinzione è fondamentale anche dal punto di vista comunicativo. Attribuire alla UNI EN 15635 obblighi che in realtà derivano dal D.Lgs. 81/08 significa creare un equivoco che, nel tempo, si è diffuso in molti articoli online e in numerosi contenuti commerciali.

Cosa prevede la UNI EN 15635

Chiarito il suo valore come norma tecnica, è utile capire quali indicazioni contiene.

L’obiettivo della UNI EN 15635 è creare un sistema organizzato di gestione delle scaffalature durante tutto il loro utilizzo. Le attività descritte dalla norma non devono essere considerate come interventi isolati, ma come parti di un processo continuo che consente di monitorare lo stato delle attrezzature e intervenire quando necessario.

Tra gli aspetti trattati dalla norma rientrano:

  • L’organizzazione dei controlli visivi e delle ispezioni periodiche;
  • La definizione delle responsabilità nella gestione delle scaffalature;
  • La classificazione dei danni rilevati durante i controlli;
  • Le modalità di registrazione delle anomalie e degli interventi eseguiti;
  • Le procedure da seguire quando vengono individuate situazioni che possono compromettere la sicurezza.

Questa impostazione evidenzia che la sicurezza delle scaffalature non dipende esclusivamente dalla qualità della struttura, ma anche dall’organizzazione delle attività di controllo e dalla capacità dell’azienda di intervenire con tempestività quando vengono rilevate anomalie.

Le ispezioni previste dalla UNI EN 15635

Quando si parla di ispezioni delle scaffalature, è facile pensare al controllo annuale eseguito da un tecnico esperto. In realtà, la UNI EN 15635 propone un approccio più ampio, basato su controlli con frequenze e finalità differenti.

L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali anomalie, monitorarne l’evoluzione e programmare gli interventi necessari prima che possano compromettere la sicurezza del magazzino.

Controlli visivi durante le normali attività

Il primo livello di controllo comprende le verifiche visive effettuate durante le attività quotidiane.

Operatori di magazzino, carrellisti e personale addetto alla movimentazione sono spesso i primi a notare un montante urtato, una protezione deformata o un elemento fuori posizione. Per questo motivo la norma sottolinea l’importanza di una cultura della segnalazione, nella quale ogni anomalia venga comunicata rapidamente alla persona responsabile.

Ispezioni periodiche interne

Accanto ai controlli quotidiani, la UNI EN 15635 raccomanda lo svolgimento di verifiche periodiche programmate.

La loro frequenza non è stabilita in modo rigido, ma dovrebbe essere definita considerando diversi fattori, tra cui:

  • l’intensità di utilizzo del magazzino;
  • il numero di movimentazioni giornaliere;
  • la tipologia delle unità di carico;
  • la presenza di aree maggiormente esposte agli urti;
  • lo storico dei danneggiamenti rilevati.

Questi controlli consentono di verificare in modo sistematico lo stato delle scaffalature, individuando eventuali deterioramenti che potrebbero non emergere durante le normali attività operative.

L’ispezione da parte di un esperto

La UNI EN 15635 raccomanda inoltre che le scaffalature siano sottoposte, almeno ogni dodici mesi, a un’ispezione effettuata da una persona tecnicamente competente.

Questo controllo ha caratteristiche differenti rispetto alle verifiche interne. L’ispettore esamina l’intero impianto, valuta i danneggiamenti riscontrati secondo i criteri previsti dalla norma e redige una relazione tecnica che documenta lo stato delle scaffalature e gli eventuali interventi consigliati.

È importante precisare che la norma non richiede una certificazione specifica dell’ispettore, ma che il controllo venga svolto da una persona in possesso di competenze tecniche adeguate e di esperienza nel settore delle scaffalature industriali.

Il ruolo del PRSES nella gestione delle scaffalature

Tra gli elementi più caratteristici della UNI EN 15635 c’è l’introduzione della figura del PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety).

Negli anni questa figura è stata spesso descritta come un obbligo normativo, ma anche in questo caso è opportuno fare una precisazione.

La norma raccomanda di individuare una persona responsabile della gestione della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio. Si tratta di un modello organizzativo che consente di attribuire responsabilità chiare e di evitare che le attività di controllo vengano svolte in modo occasionale o senza coordinamento.

Il PRSES non sostituisce il datore di lavoro né assume automaticamente responsabilità giuridiche che la legge attribuisce ad altre figure aziendali. Il suo compito è prevalentemente organizzativo e consiste nel coordinare le attività previste dalla norma, verificando che il sistema di controllo delle scaffalature venga applicato con continuità.

Tra le attività normalmente svolte rientrano la pianificazione delle ispezioni, la gestione delle segnalazioni di danno, il monitoraggio degli interventi di manutenzione e il mantenimento della documentazione relativa ai controlli effettuati.

In molte aziende questa figura è il punto di collegamento tra il personale operativo, il management e gli ispettori esterni, contribuendo a mantenere una visione complessiva dello stato delle scaffalature.

Più che una figura “ispettiva”, il PRSES è quindi il cardine della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio.

Perché molte aziende adottano la UNI EN 15635 anche se non è obbligatoria

Una domanda sorge spontanea: se la UNI EN 15635 è una norma volontaria, perché viene adottata da un numero sempre maggiore di aziende?

La risposta è legata soprattutto alla gestione del rischio.

Le scaffalature industriali sono attrezzature destinate a rimanere in esercizio per molti anni. Senza un sistema organizzato di controlli, è facile che piccoli danneggiamenti vengano trascurati o sottovalutati.

La UNI EN 15635 offre un metodo per affrontare queste situazioni in modo strutturato. Definisce chi deve occuparsi delle verifiche, come documentarle e quali criteri utilizzare per valutare le anomalie riscontrate.

Dal punto di vista gestionale, questo significa avere una maggiore tracciabilità delle attività svolte, programmare gli interventi di manutenzione con maggiore consapevolezza e ridurre il rischio di decisioni basate esclusivamente sull’esperienza personale o su valutazioni estemporanee.

La UNI EN 15635 come strumento di gestione del magazzino

Ridurre la UNI EN 15635 a una semplice prescrizione sull’ispezione annuale delle scaffalature significa coglierne solo una parte.

La norma propone un approccio più ampio, basato sull’idea che la sicurezza delle scaffalature dipenda dalla continuità dei controlli, dalla chiarezza delle responsabilità e dalla capacità dell’organizzazione di intervenire quando vengono individuate situazioni di rischio. Le ispezioni periodiche sono uno degli strumenti attraverso cui questo obiettivo viene perseguito, ma non sono l’unico elemento del sistema.

Per le aziende che gestiscono un magazzino, adottare le indicazioni della UNI EN 15635 significa dotarsi di un approccio che contribuisce a migliorare l’organizzazione interna e ad adempiere gli obblighi generali di tutela della salute e della sicurezza previsti dalla legge.

Se desideri approfondire uno degli aspetti affrontati in questo articolo, sul blog di Di Massa Srl trovi contenuti dedicati alle ispezioni tecniche delle scaffalature, al ruolo del PRSES, alla classificazione dei danni secondo la UNI EN 15635 e alle figure coinvolte nella gestione delle scaffalature industriali. Ogni argomento viene analizzato separatamente per offrire un livello di approfondimento adeguato sia ai responsabili di magazzino sia ai professionisti della sicurezza.

Domande frequenti sulla UNI EN 15635

1. La UNI EN 15635 è una norma obbligatoria?

No. La UNI EN 15635 è una norma tecnica volontaria e non introduce obblighi giuridici autonomi. Tuttavia, rappresenta uno dei principali riferimenti tecnici per la gestione delle scaffalature industriali e viene frequentemente adottata dalle aziende per organizzare le attività di controllo e manutenzione.

Le prescrizioni di legge in materia di salute e sicurezza derivano invece dal D.Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro di mantenere le attrezzature di lavoro in condizioni di sicurezza. La UNI EN 15635 fornisce un metodo riconosciuto per applicare questi principi nel contesto dei sistemi di stoccaggio.

2. Ogni quanto devono essere ispezionate le scaffalature?

La norma raccomanda un sistema di controlli articolato su più livelli.

Accanto alle verifiche visive effettuate dal personale durante le normali attività e ai controlli periodici organizzati internamente, è consigliata almeno una volta all’anno un’ispezione eseguita da una persona tecnicamente competente.

La frequenza dei controlli interni dovrebbe essere stabilita in funzione delle caratteristiche del magazzino, dell’intensità di utilizzo delle scaffalature e dei rischi presenti.

3. Chi può effettuare l’ispezione annuale?

La UNI EN 15635 indica che l’ispezione periodica debba essere svolta da una persona tecnicamente competente, cioè un professionista con conoscenze specifiche sulle scaffalature industriali, sui criteri di valutazione dei danni e sulle modalità di verifica previste dalla norma.

L’aspetto determinante è la competenza tecnica dell’ispettore, che deve essere in grado di valutare lo stato delle scaffalature e individuare eventuali situazioni che richiedono interventi correttivi.

4. La nomina del PRSES è obbligatoria?

La norma raccomanda di individuare una figura responsabile della gestione della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio, identificata con l’acronimo PRSES.

Non si tratta di un obbligo introdotto dalla UNI EN 15635, ma di una scelta organizzativa che consente di definire responsabilità chiare e coordinare le attività di controllo, manutenzione e gestione delle anomalie.

Nelle aziende in cui le scaffalature hanno un ruolo centrale nelle attività logistiche, individuare un referente dedicato contribuisce a rendere più efficace il sistema di gestione della sicurezza.

5. Quali scaffalature rientrano nella UNI EN 15635?

La norma si applica ai sistemi di stoccaggio statici in acciaio utilizzati nei contesti industriali e logistici.

Rientrano quindi le scaffalature portapallet e altre tipologie di scaffalature industriali progettate per lo stoccaggio delle merci.

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